Abbandoni: indagine 2005
di Andrea Vedovato
Andrea Vedovato ha conseguito la laurea triennale in Scienze della comunicazione a Padova il 9 ottobre 2006 con una tesi dal titolo Abbandonare Scienze della Comunicazione: cause, deficit e possibili soluzioni (relatrice Arjuna Tuzzi) dalla quale è stata estratta questa sintesi.
Il rinvio a Tuzzi A. (2006) è ad A.Tuzzi, Le cento professioni della comunicazione, Roma, Carocci, 2006
La fiaba di Fedro recitava che la volpe, incapace di prendere l’uva, decise improvvisamente che non era poi così buona. Ma lei stessa sapeva che non era così. Talvolta, incapaci di capire come ottenere un risultato o, come la cara vecchia volpe, in assenza di mezzi adeguati, si rischia di abbandonare una scelta intrapresa. Quali sono, dunque, i motivi per cui uno studente, dopo esser riuscito ad entrare ad un corso di laurea a numero chiuso decide di abbandonare?
Il lavoro svolto è stato un’indagine sugli studenti che hanno abbandonato il corso triennale in Scienze della comunicazione di Padova, suddiviso per tipologia di abbandono e per coorte dal 2001 al 2005. Al campione considerato, composto da 20 dei 91 studenti che hanno abbandonato, è stato posto un questionario strutturato. L’intento era indagare le motivazioni che hanno spinto lo studente a proseguire gli studi in generale e a scegliere Scienze della comunicazione in particolare, il periodo di abbandono, la frequenza, gli esami svolti, e altri dati di cui si potesse avere un riscontro immediato. Inoltre, al fine di poter dialogare con l’intervistato per capire le esigenze (e ciò che non ha funzionato), per ascoltare i problemi e le lacune riscontrate durante la propria esperienza personale, è stata scelta la modalità dell’intervista in parte strutturata e in parte aperta, accompagnata da una serie di warnings, cioè degli obbligati, volendo utilizzare un termine musicale, che mantenessero la discussione entro un certo percorso predefinito. Sebbene circoscritta a un insieme molto limitato di casi, la presente indagine offre spunti interessanti per la riflessione.
La prima domanda che sorge è quale funzione svolga il test d’ingresso a luce di questo margine di abbandono. Confrontando i dati sugli abbandoni dell’Ateneo di Padova (Tab. 1) con quelli del corso di laurea in Scienze della comunicazione (Tab. 2), si evince come i primi, sia per tipologia di abbandono, sia confrontando le varie coorti, siano superiori. Nella coorte 2001/2002 gli studenti che hanno lasciato Scienze della comunicazione sono stati il 14,2 %, contro i 39,1 % dell’Ateneo, con un trend generale negativo che ha portato al 2004/2005 ad un 9,5 % contro un 24,8 %. È giusto affermare, quindi, che “il numero chiuso ha selezionato studenti bravi e motivati in ingresso” (Tuzzi 2006, 28), anche se alcuni studenti, nonostante una forte determinazione in entrata, lasciano comunque il corso di laurea.
Tabella 2. Ateneo di Padova: % per coorte degli studenti trasferiti di Ateneo o corso, rinunciatari o non iscritti dal 2001 al 2005
Coorte |
Trasferiti di ateneo |
Trasferiti di corso di laurea |
Rinunciatari |
Non iscritti |
TOTALE |
|---|---|---|---|---|---|
| 2001/2002 | 4,8 | 12,0 | 11,1 | 11,2 | 39.1 |
| 2002/2003 | 3,8 | 8,6 | 9,9 | 11,6 | 33,9 |
| 2003/2004 | 3,5 | 8,8 | 9,7 | 8,5 | 30,5 |
| 2004/2005 | 2,4 | 6,3 | 9,0 | 7,1 | 24,8 |
| Media | 3,6 | 8,9 | 9,9 | 9,6 |
* I dati dell’A.A. 2005-2006 non sono stati esaminati perché non sono ancora tutti disponibili
Fonte: Centro Informativo d’Ateneo, dati aggiornati al 30 Agosto 2006
Tabella 2: Scienze della comunicazione di Padova: % per coorte degli studenti trasferiti di Ateneo o corso, rinunciatari o non iscritti dal 2001 al 2005
Coorte |
Trasferiti di ateneo |
Trasferiti di corso di laurea |
Rinunciatari |
Non iscritti |
TOTALE |
|---|---|---|---|---|---|
| 2001/2002 | 1,6 |
2,2 |
4,4 |
6,0 |
14,2 |
| 2002/2003 | 2,3 |
1,7 |
4,0 |
5,1 |
13,1 |
| 2003/2004 | 3,4 |
3,4 |
2,8 |
2,3 |
11,9 |
| 2004/2005 | 0,6 |
2,6 |
3,8 |
3,9 |
|
| Media | 2,0 |
2,6 |
3,8 |
3,9 |
* I dati dell’A.A. 2005-2006 non sono stati esaminati perché non sono ancora tutti disponibili
Fonte: Centro Informativo d’Ateneo, dati aggiornati a Giugno 2006
Ai ragazzi intervistati da questa indagine sugli abbandoni è stato chiesto quali sono i fattori che rendono attraente Scienze della comunicazione e, più in generale, l’università, per gli studenti appena usciti dalle scuole superiori. Nel grafico (Fig. 1) sono riportati gli interessi e gli obiettivi degli studenti e il dato più rilevante è che la metà degli intervistati ha scelto di proseguire gli studi per acquisire una preparazione culturale di livello superiore, seguito dalla volontà di acquisire competenze e professionalità e dall’aumento delle possibilità di trovare lavoro. Dati del tutto simili a quelli risultati dall’indagine sui laureati (Tuzzi 2006, 77). Gli studenti appena usciti dalle superiori sono, quindi, consapevoli dell’importanza di un titolo di studio universitario per la formazione e per l’integrazione nel mondo del lavoro. Per ciò che concerne la scelta di Scienze della comunicazione, come evidenziato dal grafico 2, si nota che la frequenza maggiore si concentra nell’interesse per il piano di studi nel suo complesso, seguito dall’interesse per gli sbocchi professionali in generale o per una professione specifica.
Fig. 1: Dati sul fattore che ha maggiormente influito sulla scelta di iscriversi all’università (N=20)

Fig. 2: Dati sul fattore che ha maggiormente influito sulla scelta di iscriversi a Scienze della comunicazione (N=20)

Questi dati sulla scelta diventano più interessanti se vengono analizzati in parallelo ai motivi che hanno spinto gli studenti a lasciare Scienze della comunicazione. Per quanto riguarda le cause di abbandono, per prima cosa è stata effettuata una tricotomia che distinguesse tre insiemi: i problemi personali/logistici, quelli imputabili al corso di laurea e determinati da motivi/aspettative di lavoro (Fig. 3). Analizzando il grafico si può notare una netta prevalenza dei casi in cui il fattore lavoro si trova all’ombra delle cause imputabili al corso e dei motivi personali. Dal momento che le motivazioni non si escludono a vicenda, si può osservare la distribuzione congiunta (Fig. 4), dalla quale si ricava che le motivazioni riguardanti solamente il corso o solamente i motivi personali sono due per ciascun insieme. Il dato maggiore si crea quando si uniscono le due precedenti, con un valore pari a 12 e che torna a 2 per chi lamenta un insieme di tutte e tre le cause.
Fig. 3: Motivi di abbandono (N=18)
Fig. 4: Motivi di abbandono: intersezioni (N = 18)

Analizzando, invece, le aspettative e gli interessi degli intervistati è emerso un risultato importante: 9 ragazzi su 19, con una forte prevalenza femminile, si era iscritta al corso con un interesse legato alla comunicazione di massa ed in particolare al giornalismo (Tab. 3). I maturati, quindi, proiettano sul corso aspettative che non gli appartengono, o gli competono solamente in parte. Ricordiamo che tra “le cento professioni della comunicazione”, quella del giornalista è rappresentata solo dal 4% (Tuzzi 2006, 65). Ciò mette in luce un grosso problema informativo e, soprattutto, di orientamento delle matricole. Lo stereotipo che si è venuto a creare associa al corso di Scienze della comunicazione la professione del giornalista. Analizzando poi il rapporto tra gli abbandoni e il curriculum che gli studenti hanno (1 caso) o avrebbero scelto (18 casi, un intervistato non ha saputo rispondere), si può notare la presenza della frequenza massima proprio tra gli studenti interessati all’indirizzo di Comunicazione di massa, con una concentrazione in prossimità del secondo semestre (Tab. 4). Ciò che si può concludere è che, nel caso del curriculum di Comunicazione di massa, rispetto a quello di Comunicazione d’impresa, è necessario un semestre in più per comprendere il proprio errore nella scelta del corso di laurea. I comunicatori di massa, quindi, risultano non solo i più abbagliati dal luccichio dei mass media, ma, seppur possa sembrare paradossale all’interno del contesto, anche i più motivati a resistere.
Tab. 3: Curriculum d’interesse diviso per genere (N = 19)
Comunicazione d'impresa |
Comunicazione pubblica |
Comunicazione di massa |
|||||
Pubblicità e marketing
|
Piano di studi
|
Sicurezza per il futuro
|
Maggiore libertà
|
Giornalismo
|
Altre professioni
|
Piano di studi
|
|
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Donne | 2 |
1 |
1 |
0 |
6 |
2 |
0 |
| Uomini | 1 |
0 |
0 |
1 |
3 |
0 |
2 |
| Totale | 3 |
1 |
1 |
1 |
9 |
2 |
2 |
5 |
1 |
13 |
|||||
Tab. 4: Periodo di abbandono e curriculum d’interesse (N = 19)
Quando hai abbandonato? |
||||||
Non ho iniziato l'anno |
Il primo semestre |
Il secondo semestre |
Il secono anno |
Il terzo anno |
TOTALE |
|
|---|---|---|---|---|---|---|
Comunicazione d'impresa |
2 |
2 |
0 |
0 |
1 |
5 |
Comunicazione pubblica |
0 |
0 |
1 |
0 |
0 |
1 |
Comunicazione di massa |
1 |
2 |
10 |
0 |
0 |
13 |
TOTALE |
3 |
4 |
11 |
0 |
0 |
19 |
Concentrando l’attenzione sulle carenze imputate dagli intervistati al corso di laurea che hanno abbandonato, ulteriori informazioni interessanti riguardano la comunicazione. Un deficit ricorrente è l’assenza di un sito ufficiale (fino al settembre 2006) e un altro elemento interessante è la figura del manager didattico, risultata forse insufficiente nella mediazione tra studenti e docenti, perché nessuno l’ha menzionata.
Era tutto disorganizzato, un corso non è partito, professori non venivano e noi non ne sapevamo niente. Manca un punto di riferimento per gli studenti di Scienze della comunicazione, nessuno sa niente, la segreteria è sempre piena, ai call center non rispondono mai. Io le informazioni le ottenevo dai compagni. (i04, F)
Vengono anche citati problemi logistici riguardanti l’inadeguatezza di aule didattiche, aule studio e laboratori. Relativamente a questo aspetto, può essere interessante la citazione del pendolarismo interno alla città di Padova, per raggiungere aule, cinema e laboratori negli orari stabiliti per le lezioni, i seminari o le esercitazioni. A volte anche gli spostamenti possono diventare per le matricole uno scoglio che aggrava lo stato di spaesamento iniziale. La sana intraprendenza necessaria per sopravvivere ai problemi della fase iniziale a volte cede sotto le difficoltà di adattamento e gli studenti spesso lamentano di non aver avuto accesso alle informazioni necessarie.
Coerentemente ai risultati emersi dall’indagine sui laureati, gli studenti di Scienze della comunicazione hanno difficoltà a spiegare e comprendere il ruolo che avranno all’interno del mondo del lavoro. Il loro problema esistenziale si amplia ulteriormente se si mettono in relazione le vecchie generazioni con le nuove: una volta il concetto di posto di lavoro era statico e “a vita”, oggi è sinonimo di flessibilità e dinamismo. In alcune delle risposte ottenute da questa indagine sugli abbandoni si legge una sorta di stress causato da questo nuovo e precario modo di concepire il proprio ruolo lavorativo:
Non ho trovato la giusta concretezza, a me piace studiare ma all’interno del corso non sono riuscita a pormi un obiettivo, perché non sapevo rispondermi alla domanda: cosa farò nella vita? (i10, F)
Inoltre, per alcuni intervistati manca un disegno globale alle spalle del piano di studi in grado di coordinare e finalizzare i vari percorsi didattici. Il problema che hanno evidenziato, sebbene si possa considerare un po’ prematuro, vista la loro troppo breve esperienza all’interno del corso, fa emergere un elemento importante: con il passaggio dal quinquennio al “3+2”, si è creata una liofilizzazione dei 5 anni. Nel tentativo di condensare in tre anni buona parte dei corsi e delle competenze che prima si acquisivano in cinque, sono state riportate le stesse materie, ma con un numero di ore a volte insufficienti alla formazione, dando luogo ad una ironica definizione di pentatleti della comunicazione, in grado di fare molte cose, in nessuna delle quali sono però dei campioni.
C’erano molte aspettative, ero affascinato, grazie alla riforma, per il fatto che fosse Interfacoltà. In realtà è un errore perché sono tutti corsi fini a sé, non professionalizzanti. Sono errori figli della riforma del 3+2. (i13,M)
A sollevare in parte il ruolo del corso di laurea, però, c’è un dato importante: 9 studenti dei 16 intervistati che hanno accusato motivi personali tra le cause di abbandono, hanno ammesso quindi una propria colpa nella scelta dell’università.
Ci sono anche dei motivi imputabili al corso di laurea per cui io ho deciso di abbandonare, però più semplicemente io la vedo come una storia tra due amanti che non ha funzionato. (i11, F)
Tirando le somme, la posizione critica in cui gli intervistati hanno collocato il corso di laurea dopo la scelta di abbandonarlo può essere ridisegnata in termini meno severi di quanto i dati quantitativi possano in prima battuta suggerire e, sebbene i luoghi comuni vogliano l’Italia come il paese delle cattedrali nel deserto, le fondamenta piantate ci fanno essere fiduciosi verso un futuro maggiormente improntato sulla sostanza.
(15 ottobre 2006)


