INDAGINE 2006 SUI LAUREATI DEL NUOVO ORDINAMENTO
di Paola Corain
Paola Corain ha conseguito la laurea triennale in Scienze della comunicazione a Padova il 14 dicembre 2006 con una tesi dal titolo Il futuro dei laureati di Scienze della Comunicazione: esperienze di lavoro e aziende al confronto (relatrice Arjuna Tuzzi) dalla quale è stata estratta questa sintesi. Paola Corain attualmente è iscritta al primo anno della laurea specialistica in Comunicazione delle organizzazioni complesse.
Il rinvio a Tuzzi (2006) si riferisce al volume, Le cento professioni della comunicazione, Roma, Carocci.
L’INDAGINE
IL LAVORO
LA STABILITÁ
COERENZA E REDDITO
CONCLUSIONI
L’indagine si è rivolta a tutti i laureati del corso di laurea triennale (nuovo ordinamento) in Scienze della Comunicazione che hanno discusso la tesi tra giugno 2003 e maggio 2005. Sono stati raccolti 138 questionari strutturati, 96 laureate donne e 42 laureati uomini (tab. 1), pari al 60% della popolazione totale (N=231, 157 donne e 74 uomini). Sono state, inoltre, svolte interviste in profondità a laureati che hanno occupazioni particolarmente interessanti.
Per avere subito una visione globale dei risultati di questa indagine è utile fare riferimento alla tabella 2 che è stata ottenuta elaborando le risposte alla domanda: Svolgi attualmente (una o più) attività lavorative retribuite? Perfetto equilibrio fra i laureati di Scienze della Comunicazione: 69 laureati sono occupati (50%), 69 non hanno un’occupazione retribuita (50%). Interessante osservare che il 39% ha una sola occupazione retribuita mentre il restante 11% ne ha più di una. La metà che attualmente non lavora ha deciso di continuare gli studi con varie modalità: laurea specialistica, master e corsi del Fondo sociale europeo, oppure è costituita da laureati che si dichiarano disoccupati o impegnati nel cosiddetto “anno sabbatico”.
Tabella 1. Genere dei laureati
Genere |
n |
% |
|---|---|---|
laureate F |
96 |
70 |
laureati M |
42 |
30 |
Totale |
138 |
100 |
Tabella 2. Occupazione dei laureati
Condizione |
n |
% |
|---|---|---|
hanno un’occupazione retribuita |
54 |
39 |
hanno più di un’occupazione retribuita |
15 |
11 |
Totale occupati |
69 |
50 |
non hanno un’occupazione retribuita |
69 |
50 |
Totale |
138 |
100 |
Quale lavoro svolgono, invece, i 69 ragazzi che hanno deciso di lavorare? Come lo hanno trovato?
Per trovare il lavoro che ora svolgono (tab. 3) i laureati di Scienze della Comunicazione hanno soprattutto sfruttato aiuti e consigli degli amici (12), sono stati contattati dal datore di lavoro (8), sono stati contattati dopo aver inviato il curriculum vitae (7), hanno chiesto e ottenuto un colloquio con il datore di lavoro (6), hanno avuto aiuto da familiari e parenti (5), hanno avuto aiuto o informazioni nell’ambito di uno stage (4), hanno predisposto mezzi per avviare un lavoro autonomo (4). Alcuni studenti si sono recati presso le agenzie interinali (3), hanno risposto ad inserzioni pubblicate sui giornali (3), hanno predisposto mezzi per portare avanti un’attività familiare (2). Poco efficaci sembrano, invece, l’ufficio stage e tirocini dell’università (1), ricevere aiuto o informazioni durante l’attività del master (1), le proprie inserzioni sui giornali (1) e sul web (1), le risposte ad inserzioni sul web (1), ricevere aiuto o informazioni da datori di lavoro con cui sono entrati in contatto durante lo stage (1). L’occupazione dei laureati di Scienze della Comunicazione (tab. 4) risulta spesso a tempo pieno (42%) anche se circa un terzo dei laureati ha un lavoro a tempo parziale (30%). I rimanenti invece, sono prevalentemente studenti-lavoratori, spesso occupati in un lavoro saltuario finalizzato principalmente al mantenimento degli studi. Scendendo nel dettaglio (tab. 5) e volendo classificare l’occupazione dei laureati, si osserva che, fra i lavoratori autonomi (18), uno è un imprenditore, quattro sono liberi professionisti, tre sono lavoratori autonomi e dieci sono lavoratori autonomi occasionali. I dipendenti precari sono in totale 37: sei con un contratto di collaborazione (co.co.co), dieci con un contratto a progetto (co.co.pro), undici con contratto a tempo determinato, tre con un contratto di inserimento e sette sono apprendisti. I dipendenti stabili sono tre: due con un contratto a tempo indeterminato e un dipendente di un’impresa familiare. Infine, sei laureati sono lavoratori non regolari: quattro sono lavoratori autonomi, uno è dipendente senza regolare contratto e uno è coadiuvante senza regolare contratto.
Tabella 3. Canali occupazionali
Canali |
n |
% |
|---|---|---|
aiuto/informazioni da amici |
12 |
17,4 |
sono stato/a contattato/a dal datore di lavoro |
8 |
11,6 |
invio del curriculum vitae al datore di lavoro |
7 |
10,1 |
ho chiesto e ottenuto un colloquio con il datore di lavoro |
6 |
8,7 |
aiuto/informazioni da familiari e parenti |
5 |
7,2 |
altre azioni |
5 |
7,2 |
aiuto/informazioni nell’ambito del lavoro di stage |
4 |
5,8 |
predisposizione mezzi per un lavoro autonomo |
4 |
5,8 |
aiuto/informazioni da conoscenti |
4 |
5,8 |
agenzie di lavoro interinale |
3 |
4,3 |
risposta a inserzioni pubblicate sui giornali |
3 |
4,3 |
predisposizione mezzi per proseguire un’attività familiare |
2 |
2,9 |
ufficio stage e tirocini dell’università |
1 |
1,4 |
aiuto/informazioni durante le attività del master |
1 |
1,4 |
mia inserzione sui giornali |
1 |
1,4 |
mie inserzioni su web |
1 |
1,4 |
risposta a inserzioni pubblicate su web |
1 |
1,4 |
aiuto/informazioni da datori di lavoro conosciuti durante lo stage |
1 |
1,4 |
Totale |
69 |
100,0 |
Tabella 4. Occupazione
Impegno |
n |
% |
|---|---|---|
a tempo pieno |
29 |
42,0 |
a tempo parziale/part-time |
21 |
30,4 |
altro |
18 |
26,1 |
dato mancante |
1 |
1,4 |
Totale |
69 |
100,0 |
Tabella 5. Condizione contrattuale dei laureati occupati
Condizione |
n |
% |
|---|---|---|
imprenditore |
1 |
1 |
libero professionista |
4 |
6 |
lavoratore autonomo |
3 |
4 |
lavoratore autonomo occasionale |
10 |
15 |
Totale autonomi |
18 |
26 |
contratto di collab. coordinata continuativa (co.co.co.) |
6 |
9 |
contratto a progetto (co.co.pro.) |
10 |
15 |
dipendente con contratto a tempo determinato |
11 |
16 |
dipendente con contratto di inserimento/formazione |
3 |
4 |
apprendista |
7 |
10 |
Totale dipendenti precari |
37 |
54 |
dipendente con contratto a tempo indeterminato |
2 |
3 |
coadiuvante/dipendente di impresa familiare |
1 |
1 |
Totale dipendenti stabili |
3 |
4 |
lavoratore autonomo senza regolare contratto |
4 |
6 |
lavoratore dipendente senza regolare contratto |
1 |
1 |
coadiuvante senza regolare contratto |
1 |
1 |
Totale non regolari |
6 |
9 |
… altre condizioni |
5 |
7 |
Totale |
69 |
100 |
Analogamente a quanto osservato in altre indagini sugli sbocchi occupazionali dei giovani laureati, anche questa analisi mette in luce che i laureati in Scienze della Comunicazione entrano nel mondo del lavoro penalizzati dal precariato e assunti con contratti a tempo determinato, a progetto o di collaborazione continuativa (fig. 1). Però c’è anche da sottolineare che più della metà (54%) sono lavoratori precari; segue il 26% rappresentato dai lavoratori autonomi (26%). Sebbene si debbano tenere presente sia la limitata dimensione del campione che il breve lasso di tempo trascorso dal momento laurea, risulta deludente la percentuale dei lavoratori assunti stabilmente (4%).
La maggior parte dei laureati dipendenti (stabili o precari) ha trovato occupazione nel settore privato (39). Tre ragazzi lavorano in un’associazione di categoria, uno nel settore pubblico e uno nel settore no profit (tab. 6). Questo risultato è dovuto anche al fatto che quasi tutti i laureati del campione hanno seguito il curriculum Comunicazione d’impresa (98) perché ritenuto da molti il più vicino alle esigenze del mondo del lavoro Di conseguenza, è naturale che abbiano cercato un’occupazione coerente con i loro studi (tab. 7) e con le proprie preferenze personali. Solo dieci ragazzi del campione appartengono al curriculum di Comunicazione pubblica e tutti hanno deciso di continuare gli studi scegliendo la laurea specialistica in Comunicazione delle Organizzazioni Complesse a Padova. Resta più vario ed indefinito, invece, il ventaglio delle occupazioni svolte da chi ha seguito il curriculum di Comunicazione di massa (30).
Lo scarto tra la tabella 5 che riporta 42 laureati dipendenti (37 i precari, 3 dipendenti stabili, 1 dipendente senza regolare contratto e 1 coadiuvante) e la tabella 6 che riporta 44 come totale dei dipendenti suddivisi per datore di lavoro è dovuto al fatto che 2 laureati si sono collocati come lavoratori in “altre condizioni” nella tabella 5 mentre nella tabella 6 hanno trovato un corretto posizionamento. Questo dato è una conferma di come sia difficile, a volte, per i laureati dare una risposta precisa e corretta circa il lavoro svolto perché entrano in gioco numerosi fattori soggettivi e contingenti legati ad aspirazioni, soddisfazione e aspettative.
Figura 1. Condizione contrattuale occupati

Tabella 6. Datori di lavoro
Datore di lavoro |
n |
% |
|---|---|---|
impresa/azienda/società privata |
39 |
88,6 |
ente/impresa/azienda pubblico/a |
1 |
2,3 |
associazione di categoria/rappresentanza |
3 |
6,8 |
associazione/cooperative settore no profit |
1 |
2,3 |
Totale |
44 |
100,0 |
Tabella 7. Indirizzo laurea triennale
Indirizzo |
n |
% |
|---|---|---|
Comunicazione d'impresa |
98 |
71,0 |
Comunicazione pubblica |
10 |
7,2 |
Comunicazione di massa |
30 |
21,7 |
TOTALE |
138 |
100,0 |
Un aspetto importante approfondito da questa indagine è la coerenza del lavoro svolto dai laureati in Scienze della Comunicazione con il corso di studi svolto (fig. 2). I dati confermano i risultati dell’indagine relativa ai laureati del vecchio ordinamento (Tuzzi, 2006) mostrando che quasi tutti i laureati sono occupati in aree inerenti con attività di comunicazione. La maggioranza, infatti, lavora nell’area comunicazione e marketing (19), dato confortante visto che è una meta molto ambita dagli studenti che si iscrivono al corso di laurea in Scienze della Comunicazione. Al secondo posto si piazza l’area commerciale e vendite (16), una vera sorpresa per il ventaglio delle professioni della comunicazione. Al terzo posto si trova l’area informazione ed editoria, un altro sbocco naturale per i laureati, soprattutto per quelli provenienti dal curriculum di massa. Alcuni ragazzi (4) si sono inseriti nell’area dell’istruzione formazione, un altro ambito non proprio tipico di Scienze della Comunicazione. Ma si tratta di studenti lavoratori che per mantenersi agli studi impartiscono lezioni private. Alcuni laureati si dichiarano occupati in una molteplicità di attività diverse perché, oltre a un primo lavoro, svolgono alcuni lavoretti secondari per arrotondare o, nel caso di studenti lavoratori, per mantenersi durante gli studi (tab. 8). Nelle altre aree lavorano pochi laureati: pubblicità (2); media, cinema, spettacolo (1); banca e assicurazione (2); turismo e cultura (2); altre professioni(3). Nove laureati non lavorano nell’ambito della comunicazione.
Figura 2. Area lavorativa

Tabella 8. Occupazione e studio
Condizione |
n |
% |
Specialistica |
n |
% |
|
|---|---|---|---|---|---|---|
occupati |
69 |
50 |
non studiano |
36 |
26 |
|
studiano |
33 |
24 |
64% |
|||
non occupati |
69 |
50 |
studiano |
55 |
40 |
|
non studiano |
14 |
10 |
|
|||
Totale |
138 |
100 |
|
138 |
100 |
|
Facendo, infine, riferimento al reddito dei nostri laureati occupati, nel questionario viene richiesto mediamente il reddito mensile netto facendo riferimento agli ultimi 3/4 mesi e tenendo conto di tutte le attività lavorative retribuite (tab. 9). Da questa analisi risulta che: 21 ragazzi percepiscono un reddito inferiore ai 250 Euro, 14 tra i 250 e i 500 Euro, 9 si inseriscono nella fascia fra i 500 e i 750 Euro e 14 in quella fra 750 e 1000 Euro. Più fortunati sono i sei ragazzi che dichiarano un reddito fra i 1000 e i 1250 Euro e i due che percepiscono un reddito fra i 1250 e i 1500 Euro. Mediamente un giovane laureato di Scienze delle Comunicazione ha un reddito compreso fra 500 e 750 Euro, cosa che può essere considerata abbastanza normale se si pensa che i laureati analizzati si sono inseriti da poco nel mondo del lavoro e sono per la gran parte lavoratori precari.
Tabella 9. Reddito mensile netto
Classe di reddito |
n |
% |
|---|---|---|
inferiore a 250 Euro |
21 |
30,4 |
tra 250 e 500 Euro |
14 |
20,3 |
tra 500 e 750 Euro |
9 |
13,0 |
tra 750 e 1000 Euro |
14 |
20,3 |
tra 1000 e 1250 Euro |
6 |
8,7 |
tra 1250 e 1500 Euro |
2 |
2,9 |
oltre i 1500 Euro |
0 |
0,0 |
dato mancante |
3 |
4,3 |
Totale |
69 |
100,0 |
I laureati di Scienze della Comunicazione sembrano in perfetto equilibrio: su 138 ragazzi intervistati, 69 sono occupati e 69 sono ancora studenti. Tra gli occupati metà ancora studiano e, quindi, solo un quarto del campione è costituito da lavoratori in senso stretto. Un laureato triennale sembra sia percepito e si percepisca diversamente da un laureato del vecchio ordinamento, quasi “incompleto” e, forse proprio per questo, due terzi dei laureati triennali decidono di continuare gli studi iscrivendosi alla laurea specialistica.
Dopo i dati quantitativi, può essere utile soffermarsi sui dati qualitativi emersi dalle interviste in profondità e si può citare il caso di tre laureati che rappresentano dei perfetti testimonial del corso di laurea: W. che lavora presso un’importante agenzia di pubblicità a Padova, R. che sta frequentando il master in Comunicazione delle Scienze e scrive su Nova per un noto professore dell’Università di Parma e C. che è Cool Hunter presso un’agenzia di moda per bambini di Treviso. Tutti e tre gli intervistati hanno precisato l’importanza delle conoscenze ricevute durante la laurea triennale e il livello buono dei docenti: C. racconta che “Sicuramente [mi sono serviti] tutti gli esami del terzo anno, in particolare Teorie e tecniche della comunicazione pubblicitaria e Promozione d’immagine”, W. dice che “mi ha aiutata avere il nome di Scienze della comunicazione sul curriculum”. I laureati hanno anche lamentato la mancanza di competenze pratiche e di esperienze utili ad avvicinare lo studente al mondo del lavoro. W. spiega che “Il livello dei docenti è comunque buono, bisognerebbe secondo me rendere obbligatorio lo stage, io non ne ho fatti durante la triennale perché dovevo lavorare, e poi aumentare le ore di laboratorio”.
Dall’analisi delle interviste si trova conferma che molti laureati riescono a trovare un lavoro nell’area della comunicazione, soprattutto d’impresa, come L.: “Mi occupo di marketing in senso lato in un’azienda vitivinicola. Seguo gli aspetti commerciali, i rapporti con i clienti, partecipo alle fiere di settore, curo il sito web e la newsletter. Seguo le pubbliche relazioni, sono parte di diverse associazioni (…) e partecipo ai vari incontri in qualità di rappresentante della ditta”. Altri si occupano di comunicazione di massa come K. che racconta: “Sono collaboratore per una testata locale. Scrivo articoli di cronaca e di sport e quindi intervisto maggiormente assessori e dirigenti calcistici. I miei articoli sono di 4000 caratteri”.

